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prohu Amministratore

Registrato: 27/03/06 21:35 Messaggi: 1201 Residenza: Roma-Fonni
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Inviato: Mar Ago 08, 2006 9:28 am Oggetto: L'UNIONE SARDA 08-08-06 |
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Palio col brivido pioggia, organizzatori soddisfatti
Diecimila spettatori in visibilio
«Abbiamo sudato freddo mentre dal cielo veniva giù il diluvio. Quell'acquazzone ha rischiato di spazzare via la ventiduesima edizione del Palio di Fonni». A parlare, il giorno dopo il grande appuntamento, è il giovane presidente della società ippica fonnese Andrea Cugusi. «Domenica pomeriggio ho trascorso momenti difficili, nell'incertezza di un cielo che sembrava non volerne sapere di smettere di riversare sul galoppatoio San Cristoforo tutta quell'acqua - continua - e con il grave peso di dover essere costretto a prendere la dura decisione di dover annullare la corsa. Per fortuna quel debole raggio di sole che con grande difficoltà si è fatto spazio ha permesso ai quasi diecimila spettatori, che hanno atteso imperterriti la fine della pioggia, di potersi gustare uno spettacolo unico, come non accadeva da tempo». Il ventiduesimo palio di Fonni passerà alla storia come il palio dei grandi numeri: un montepremi di ventiduemila euro che ha fatto gola a molti, tanto da richiamare ben 32 purosangue, i migliori cavalli presenti nello scenario dell'ippica regionale e nazionale. Dei quali ben sei provenienti dalla Penisola: Ciampino, Marcallo con Cassone (Mi), Campagnano di Roma, Varese, Rapolano Terme e Grossetto. «Siamo soddisfatti - continua Cugusi - il successo ci riempie di entusiasmo per fare sempre meglio. Anzitutto migliorando le condizioni del galoppatoio, perché la magia del palio di Fonni non finisca mai e la manifestazione possa diventare uno degli appuntamenti importanti degli appassionati degli sport equestri». E veramente lo spettacolo non è mancato. La tensione è alle stelle quando il mossiere abbassa il canapo e il San Cristoforo diventa una bolgia di urla di incitamento. Alla fine applausi per tutti e non solo per il trionfatore Biagio Murgia. Salvatora Mulas _________________
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prohu Amministratore

Registrato: 27/03/06 21:35 Messaggi: 1201 Residenza: Roma-Fonni
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Inviato: Gio Ago 17, 2006 11:20 am Oggetto: LA NUOVA SARDEGNA 17-08-06 |
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Fonni Uno sul podio delle pariglie
Grande successo di pubblico al galoppatoio San Cristoforo
GIOVANNI MELIS
FONNI. Acrobazie a cavallo grandi protagoniste, nella 13ª rassegna regionale delle pariglie in costume che si è tenuta lunedì nel galoppatoio comunale di San Cristoforo. Il gruppo Fonni Uno, guidato da Mario Cadau si è imposto sulla sorpresa della manifestazione, Fonni Tre guidata da Salvatore Cugusi, noto Cassitta. Al terzo posto Sant’Andrea Frius, che dopo qualche anno di lieve flessione, sta recuperando i fasti del passato. Il tutto sempre sotto la guida di Paolo Atzeni, storico cavaliere che è un po’ il deus ex machina dei parigliantes santandreini. La gara, seguita da circa tremila persone, è stata davvero esaltante, pur con l’handicap di aver perso i principali protagonisti, i cavalieri di Oristano, autoeliminatisi dopo una spettacolare caduta, per fortuna senza conseguenze. Si è rinnovata la sfida tra i cavalieri di Barbagia, quelli dell’Oristanese e del basso Sassarese, in un confronto serrato fra scuole tradizionali di ippica acrobatica.
Hanno dato l’adesione le pariglie di Fonni, Ollastra Simaxis, Sant’Andrea Frius, Oliena, Thiesi, Pattada, Oristano, Mores Sorradile e San Basilio. Il regolamento di gara era quello tradizionale, giubba del costume tradizionale in dosso, morso tradizionale o filetto e sella permessi. Alcuni si presentano con la camicia bianca tradizionale. La giuria, composta da Gigi Melis, presidente, Battista Maloccu e Gianni Marceddu è magnanima e concede loro di partecipare. Gli avversari da battere sono i cavalieri di Oristano, Ledda, Montisci e Lecca, soprannominati le Iene. Acrobatici, veloci e sincronizzati, alla prima discesa strappano applausi a scena aperta con un numero da brivido. Tre su tre in piedi sulla sella, tutti girati all’indietro.
Ma proprio sul finale i cavalli si separano di qualche centimetro. Un’inezia notata da pochi, ma sufficiente a far cadere il centrale e il compagno di destra. Subito soccorsi, i cavalieri vengono trasportati in ospedale dal 118. Se la caveranno con qualche punto di sutura e tanto riposo. La gara, commentata da uno speaker d’eccezione, il presidente Giovanni Chillocci, prosegue regalando emozioni. Alla fine la spunta Fonni Uno grazie ad un numero da brivido con una piramide e il secondo di destra in verticale di forza. Un numero studiato dal genio di Mario Cadau ed eseguito alla perfezione dai suoi giovani allievi, Claudio Guria, Cualbu e Gregu. Ora sarà tempo di bilanci per la società pariglie, che incassa un ennesimo successo organizzativo, pur avendo realizzato tutto in fretta e con pochi effettivi al lavoro. Un problema da risolvere per il futuro. _________________
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prohu Amministratore

Registrato: 27/03/06 21:35 Messaggi: 1201 Residenza: Roma-Fonni
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Inviato: Mer Ago 23, 2006 2:43 pm Oggetto: UNIONE SARDA 23-08-06 |
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Orgosolo. Olai, una falla minaccia la diga
L'invaso di Pratobello ha una capacità, attualmente sfruttata, di 14 milioni di metri cubi
Allarme dopo un sopralluogo dei sommozzatori
Un piccolo segno di cedimento, un allarme per ora contenuto e tanta preoccupazione. Tanto che la diga di Olai, nella zona di Pratobello (in territorio di Orgosolo), è finita sotto la lente di ingrandimento dei gestori della società Abbanoa. Nella parte interna del muro di sbarramento, in prossimità di un giunto a oltre 30 metri di profondità, pare infatti essersi aperta una fenditura importante, più una serie di altre minori. La fallaÈ saltata fuori qualche giorno fa in occasione di un sopralluogo disposto da Abbanoa e - a detta degli esperti che hanno eseguito i primi controlli - si tratterebbe di una spaccatura «preoccupante». Qualora infatti l'acqua che filtra si dimostrasse in grado di far implodere il muraglione di 200 metri, potrebbe far tracimare tutta la vallata sottostante dove scorre il rio Olai, e con questa alberi e materiale di risulta. Se ciò accadesse la corrente metterebbe a rischio anche il ponte di collegamento tra le province di Nuoro e Ogliastra (che dista circa mezzo chilometro in linea d'aria) rendendo pericoloso il passaggio di auto e camion che su quell'arteria circolano numerosi. E mentre Abbanoa assicura che a breve verrà risolto il problema, i consiglieri di minoranza del Comune di Orgosolo ieri mattina hanno consegnato un'interrogazione al sindaco Francesco Meloni. L'allarme«Per sapere - scrivono - di quale entità siano le crepe riscontrate, come intenda procedere nei confronti dell'Ente gestore, e se non ritenga opportuno interessare della questione gli organismi preposti al controllo della diga di Olai». Nei prossimi giorni si saprà di più su come intenda muoversi l'amministrazione. Nel frattempo la breccia continua a far filtrare all'esterno il flusso che arriva dal rio retrostante di "Sa Mela" e la preoccupazione espressa dai tecnici, una squadra di espertissimi sommozzatori di una società esterna incaricata dallo stesso ex Govossai, resta sospesa nell'aria, pesante come un interrogativo grande quanto una casa. La storiaLa diga di Olai (progettata dall'ingegner Giancarlo Tomasi nel 1981), che attualmente ha una capacità effettiva di oltre 14 milioni di metri cubi, è operativa dal 2000 ed è servita a potenziare la portata d'acqua del Govossai. In passato aveva già fatto accendere i riflettori su di sé per via di alcuni torbidi legati al fallimento della prima ditta che ci aveva lavorato (la Safie di Milano), che nel 1998 aveva dovuto passare il testimone alla Sogecos di Cagliari. Fr. Gu.
LA TELEFONATA
I tecnici Abbanoa non si preoccupano: «Rimedieremo»
Ingegner Diego Farre, lei è il responsabile del procedimento per la diga di Olai. Quali risultati ha dato il sopralluogo eseguito giorni fa da una società specializzata? «Non farei allarmismi: abbiamo rilevato una piccola falla, che ha gittata pari a quella di due rubinetti». Ci sono pericoli di straripamento? «Lo escludo, proprio perchè la fenditura (che si è aperta in corrispondenza di un giunto, uno dei 20 “water stop” che costellano il muraglione) non è molto grande». Ma gli esperti si dicono preoccupati. «Non mi risulta». Come vi state muovendo? «Stiamo cercando di capire come si può risolvere il problema nel più breve tempo possibile, perché a seconda della natura della crepa siamo tenuti a intervenire in un modo piuttosto che un altro». Di che materiale sono fatti questi water stop? «È una pasta speciale gommosa, simile al Pvc». Ma è normale che all’improvviso si apra una fenditura come quella rilevata a Olai? «Non esistono dighe completamente impermeabili. Se devo dirla tutta, le infiltrazioni del Govossai sono ben più importanti». (fr. gu. _________________
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prohu Amministratore

Registrato: 27/03/06 21:35 Messaggi: 1201 Residenza: Roma-Fonni
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Inviato: Mar Set 05, 2006 9:34 am Oggetto: UNIONE SARDA 05-09-06 |
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Fonni. Il segreto della fonte sacra di Taletho
Un villaggio e un tempio per il culto delle acque scoperti ai piedi di Monte Spada
Reperti nuragici segnalati da un appassionato di archeologia
Il territorio di Fonni continua a restituire antiche vestigia. Nella zona di Taletho, alle falde del monte Spada, sono state trovate tracce di una "fonte sacra" di epoca nuragica. Si tratta di un "bacile" ben lavorato, rotondeggiante, con un diametro intorno ai 40 centimetri e di una canaletta, larga 20 centimetri e lunga il doppio. Entrambi i reperti sono in granito. La canaletta richiama la forma di quelle in trachite dell'acquedotto nuragico di Gremanu. Lo scopritoreA fare la scoperta è stato Nino Aru, 70 anni, appassionato di archeologia ed esperta guida turistica. «Da circa un anno ero a conoscenza dell'esistenza di questi resti - spiega Aru -, ma li ho fotografati per la prima volta solo lo scorso 7 luglio e un paio di giorni dopo ne ho parlato col sindaco Tonino Coinu. Erano posti nei pressi di una capanna nuragica e di un riparo sotto roccia dove attualmente sgorga una fontana. Inoltre nelle vicinanze ci sono i resti di una costruzione in pietra che sembra essere un tempio a megaron, ma sarà la Sovrintendenza a stabilire di che cosa si tratta». Tracce di un villaggioLa zona è cosparsa di resti di capanne nuragiche e di muri di contenimento, inoltre affiorano grumi di terra argillosa di colore nerastro che farebbe pensare all'esistenza sul posto di forni fusori. Il riparo sottoroccia induce a pensare che la zona fosse abitata fin dalle epoche prenuragiche, come confermerebbe l'ossidiana trovata nella zona di Donnortei, sempre a valle di Monte Spada, il materiale vetroso che veniva lavorato nel 3000 avanti Cristo per la realizzazione di coltelli, spille e punte di frecce. Inoltre, vicino ai reperti trovati a Taletho, ci sono anche dei pezzi di basalto, materiale che non si trova in natura nel territorio di Fonni e che i nuragici trasportavano da altre zone per realizzare macine e altri utensili. Si trovano anche cocci di terracotta, pezzi di anfora probabilmente di epoca nuragica. Il prelievoA due mesi dalla scoperta, sabato scorso, la vasca in granito e la canaletta sono state trasportate e messe al sicuro nei locali del Comune. Gli amministratori avranno ora il difficile compito di preservare la zona di Taletho e di custodirla, onde scoraggiare le razzie dei tombaroli. L'intenzione è quella di valorizzare la zona e renderla facilmente accessibile agli appassionati di archeologia. Visti i tanti ritrovamenti avvenuti in territorio di Fonni potrebbe infine ripartire il progetto per la realizzazione di un museo archeologico, andato in fumo negli anni scorsi e sostituito da quello del pastore. Anche perché molti dei reperti trovati a Gremanu, fra i quali un bronzetto, a Bidistile (braccialetto in ferro) e a Madau, non si sa bene dove siano. Al museo di Nuoro infatti non sono esposti. Che fine hanno fatto? Michele Carta _________________
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moscacojonera Arci Onnessu


Registrato: 07/05/06 12:40 Messaggi: 470 Residenza: ***
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Inviato: Mar Set 05, 2006 5:10 pm Oggetto: |
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| Non contiamo nulla?Perchè tutti ci passano sopra?ISCIDAMMOS O NONO |
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boboriscina Onnessu Moderatore


Registrato: 04/05/06 12:46 Messaggi: 4145 Residenza: ..sul cuccuzzolo..della montagna..
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Inviato: Mar Set 05, 2006 5:33 pm Oggetto: |
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| Citazione: |
Anche perché molti dei reperti trovati a Gremanu, fra i quali un bronzetto, a Bidistile (braccialetto in ferro) e a Madau, non si sa bene dove siano. Al museo di Nuoro infatti non sono esposti. Che fine hanno fatto? |
Peggio dei tombaroli...loro infatti sono autorizzati a prenderli,a nasconderli e chissa...magari anche a rivenderli lasciandoci con in mano un po di grumi di terra argillosa di colore nerastro ... Tempo fa Michelino aveva lanciato il mistero del bronzetto di Gremanu e nessuno si è degnato di dare una risposta. _________________ Mothà e hane.....pilu e hane !!!
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fonni-bis Fonnese

Registrato: 24/08/06 22:11 Messaggi: 19
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Inviato: Mer Set 06, 2006 9:19 am Oggetto: |
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moscacojonera Arci Onnessu


Registrato: 07/05/06 12:40 Messaggi: 470 Residenza: ***
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Inviato: Mer Set 06, 2006 10:12 am Oggetto: |
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| fonni-bis ha scritto: | una curiosità:
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FONNI REGNA  |
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puppuai Mega Onnessu


Registrato: 08/04/06 12:40 Messaggi: 320
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Inviato: Gio Set 07, 2006 2:41 pm Oggetto: di che ti lamenti? |
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| moscacojonera ha scritto: | | Non contiamo nulla?Perchè tutti ci passano sopra?ISCIDAMMOS O NONO |
Perchè quelli che tu dici "lasciamoli lavorare in pace" in realtà non lavorano, poi non lamentatevi. |
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prohu Amministratore

Registrato: 27/03/06 21:35 Messaggi: 1201 Residenza: Roma-Fonni
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Inviato: Gio Set 21, 2006 6:11 pm Oggetto: UNIONE SARDA 21-09-06 |
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Fonni. Mufloni nello zaino: denunciati
I presunti bracconieri sono stati bloccati domenica scorsa al confine col territorio di Villagrande.
Tra i dieci fermati un medico e un gioielliere.
A sentire gli agenti dell'ispettorato forestale di Lanusei sono stati loro a uccidere quei due mufloni già fatti a pezzi e suddivisi - una coscia qui, un quarto là - in alcuni zaini ritrovati in mezzo ai cespugli. Per questa ragione dieci cacciatori, tutti della provincia di Nuoro, si sono beccati una doppia denuncia per bracconaggio e caccia di frodo ai mufloni. Tra loro ci sono anche un noto medico dell'ospedale San Francesco di Nuoro, G. M., e un gioielliere di Tonara, E. V.. Gli altri sono invece quattro amici di Fonni, A. M., A. N., M. G. e M. C., un cacciatore di Irgoli, F. M., e tre fratelli di Tonara, P. M. P., R. L. P. e G. F. P..
Il fatto risale a domenica scorsa, giorno di apertura della caccia alla pernice. Per l'occasione dal comando regionale dell'ispettorato forestale decidono di intensificare i controlli (che non serviranno comunque ad evitare ben due rapine ai cacciatori, a Galtellì e a Tiana) per evitare incidenti o episodi di bracconaggio. Così una pattuglia della sede locale di Lanusei si apposta in una zona tra il territorio di Fonni e quello di Villagrande, luogo privilegiato per le battute e ricchissimo di cinghiali ma anche di mufloni. A metà mattina i rangers notano i dieci cacciatori e li fermano per un normale controllo. Durante il controllo dei porti d'arma e dei permessi regionali, che sono tutti in regola, gli agenti notano un certo nervosismo da parte di alcuni componenti del gruppo. A quel punto decidono di lasciarli andare fingendo che sia tutto a posto, ma in realtà stanno già tendendo la loro trappola. Senza farsi notare, tenendosi sempre a debita distanza, osservano le mosse dei presunti bracconieri, sino a quando non decidono di intervenire. La scoperta: Nascosti in una zona impervia, in mezzo alla vegetazione, gli uomini dell'ispettorato trovano alcuni zaini. Dentro ci sono i resti di due mufloni appena abbattuti e macellati sul posto. L'ipotesi dei rangers è che i dieci cacciatori identificati poco prima abbiano tentato di disfarsene. A quel punto scatta il nuovo controllo, ma questa volta le doppiette vengono tutte denunciate per bracconaggio e caccia di frodo al muflone. Naturalmente gli vengono anche sequestrate le armi e le munizioni. Già nella giornata di lunedì la segnalazione viene consegnata alla procura della Repubblica di Lanusei, che immediatamente apre un fascicolo iscrivendo nel registro degli indagati i dieci presunti bracconieri. La difesa:Una ricostruzione che è stata naturalmente contestata dai cacciatori denunciati, che hanno negato di essere i responsabili dell'abbattimento dei due mufloni. «I miei clienti - spiega l'avvocato Giuseppe Floris, che tutela i tre fratelli tonaresi indagati - sono stati fermati dalla pattuglia sulla loro auto mentre rientravano a casa e non sono stati trovati in possesso di resti di muflone, siamo fiduciosi che la loro totale estraneità emergerà chiaramente nel proseguo delle indagini». (m. le.) _________________
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prohu Amministratore

Registrato: 27/03/06 21:35 Messaggi: 1201 Residenza: Roma-Fonni
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Inviato: Mar Set 26, 2006 12:30 pm Oggetto: UNIONE SARDA 26-09-06 |
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Fonni Un'area di sosta per i camper ai piedi del Bruncuspina
L'area sosta camper più alta della Sardegna. È quella realizzata da Raffaele Cugusi che, insieme ai figli e al genero, gestisce l'agriturismo Separadorgiu (dotato di 20 posti letto), inserito nella cornice del Bruncuspina, in prossimità dell'omonima stazione sciistica. Una idea innovativa «maturata - afferma Tore Moro, uno dei titolari - in seguito alle frequentissime richieste da parte degli amanti del turismo itinerante, che prediligono muoversi con i camper». Va crescendo il numero dei sostenitori di questa singolare quanto affascinante forma di turismo, che consente di spostarsi comodamente avendo a presso una vera e propria «casa viaggiante» e di assaporare la storia, l'ambiente e la cultura dei luoghi di approdo. E i «turisti vagabondi» che arrivano sulle cime più alte dell'Isola sono alla ricerca di aree attrezzate dove sostare con le loro case mobili e da lì partire alla scoperta della natura del Gennargentu. I gestori dell'agriturismo più alto dell'Isola sito a 1.500 metri sul livello del mare, hanno colto al volo questa nuova opportunità al fine di incentivare anche in questa parte di Sardegna lo sviluppo di nuovi modi di fare turismo e integrando, così, i servizi offerti dall'azienda offrendo ai tanti turisti, amanti del camper, una struttura, dove trovano posto fino a una ventina di mezzi, attrezzata per allaccio dell'elettricità, uso acqua potabile e dotata di un pozzetto per lo scarico delle acque nere. «La struttura - continua Tore Moro - è stata inaugurata qualche giorno fa e già per questo fine settimana abbiamo avuto tantissime richieste». Infatti l'area è stata subito presa d'assalto da una carovana di tedeschi giunti in cima alle montagne del Gennargentu a bordo di 22 camper. La nuova area riveste un ruolo importante se si considera che è una delle poche presenti nel territorio: le altre sono a Nuoro, Oliena, Orgosolo e Tonara. Salvatora Mulas _________________
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prohu Amministratore

Registrato: 27/03/06 21:35 Messaggi: 1201 Residenza: Roma-Fonni
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Inviato: Mer Ott 04, 2006 2:42 pm Oggetto: |
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L’UNIONE SARDA mercoledì 4 ottobre 2006
OPPOSIZIONE ALL’ATTACCO:SIAMO PREVARICATI DALLA GIUNTA
La minoranza, impedita di svolgere il suo ruolo, abbandona la seduta del consiglio e minaccia di rivolgersi al prefetto. È successo lunedì sera, quando stava per cominciare la discussione, interrotta dal capogruppo della minoranza di centrodestra Michele Mulas che senza mezzi termini ha sferrato un duro attacco al sindaco Tonino Coinu. L’accusa mossa al primo cittadino è quello di persistere a convocare le assemblee civiche appena due giorni prima della seduta, impedendo così ai consiglieri dell’opposizione di prendere visione degli atti e di arrivare preparati alla discussione in aula. Non è la prima volta che le convocazioni vengano fatte il sabato per il lunedì – ha detto il consigliere Mulas –. non vorrei pensarlo, ma sembra una cosa pensata ad arte per impedirci di svolgere il nostro ruolo. Vorrei ricordare al sindaco – ha continuato Mulas - che lo statuto prevede che le convocazioni del consiglio vengano fatte cinque giorni prima, mentre gli atti relativi alla seduta devono essere messi a disposizione almeno tre giorni prima. Questo modo di fare non mi pare democratico in quanto noi rappresentiamo quasi la metà della popolazione, alla quale dobbiamo rendere conto. Ma come facciamo ad informarla se non riusciamo a conoscere gli argomenti trattati?<Il ritardo delle convocazioni – ha replicato il sindaco Coinu - è dovuta alle scadenze dei bandi regionali che non ci lasciano tempo sufficiente per seguire le procedure. Per non perdere finanziamenti siamo costretti ad agire così. Non c’è nessuna volontà di ledere i diritti della minoranza Queste motivazioni non ci convincono - ha aggiunto Franco Cadoni - se le cose non cambieranno chiederemo l’intervento del prefetto.
Salvatora Mulas
Fonni, l’opposizione abbandona l’aula LA NUOVA SARDEGNA
Il caso. Le pesanti accuse della minoranza in consiglio comunale che si sente calpestata e ignorata
«Il sindaco e la maggioranza assumono iniziative di chiusura»
FONNI. Abbandono polemico dei banchi in consiglio comunale e richiesta urgente al Prefetto di una riunione per ottenere il riconoscimento dei propri diritti. È quanto chiede l’opposizione consiliare di Fonni che lunedì sera ha deciso quindi di abbandonare l’aula in segno di protesta nei confronti di un sindaco e della maggioranza. Secondo quanto si legge in una nota diffusa dalla minoranza che «In consiglio non ci sarebbe dialogo perché il sindaco e la maggioranza parlano di trasparenza ma nei fatti assumono iniziative chiusura al confronto, calpestando continuamente i diritti dell’opposizione». Nella nota non mancano i toni polemici. «Disapproviamo pubblicamente il comportamento del sindaco e della sua maggioranza in consiglio perché da tempo le convocazioni delle riunioni del consiglio comunale vengono fatte tre giorni prima e consegnate il sabato mattina, non permettendoci quindi di poter consultare per tempo e in modo approfondito gli atti relativi all’ordine del giorno». Secondo l’opposizione quindi «è evidente che sono sempre caduti nel vuoto i ripetuti solleciti fatti al sindaco per tenere conto delle esigenze della minoranza con la richiesta di convocare le riunioni di consiglio, come da statuto, almeno 5 giorni prima per così permettere a tutti i consiglieri di conoscere i temi in discussione all’ordine del giorno». La minoranza lamenta ancora di non essere stata interpellata su altre questioni come la convocazione di una riunione per l’organizzazione di Cortes apertas. «La minoranza non è stata neppure invitata - si legge ancora nella nota - e scopre casualmente della riunione attraverso gli avvisi affissi negli esercizi pubblici. Vista la situazione, chiediamo un incontro urgente al Prefetto per fare in modo che venga tutelato il nostro diritto a fare opposizione in un comune che, alle precedenti consultazioni elettorali si è diviso a metà dando fiducia alle due parti contrapposte, e che pertanto chiede al nostro gruppo di essere parte dell’amministrazione del nostro paese nel consiglio comunale di Fonni». (g.m.) _________________
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matrix Onnessu Moderatore


Registrato: 07/05/06 22:03 Messaggi: 2640 Residenza: italia...spagna!!!
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Inviato: Mer Ott 04, 2006 6:12 pm Oggetto: |
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E CHE CAVOLO!!!!
FORZA OPPOSIZIONE...FATEVI VALERE!!!!!  _________________ finche' c'e' vita c'e' speranza!!!!! |
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Inviato: Oggetto: |
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napoleone Fonnese

Registrato: 03/08/06 22:46 Messaggi: 20 Residenza: fonni
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Inviato: Sab Ott 07, 2006 10:33 pm Oggetto: |
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Non vi siete accorti? da qualche mese noi fonnesi abbiamo una nuova fonte da far invidia a su cologone di Oliena!
le sue limpide e profumate acque si gettano sul ruscello Tarunele.
se volete ammirare questa nuova meraviglia..... basta che vi affacciate al muraglione sotto l'ufficio postale.
affrettatevi a visitarla! non si sa mai! prima che decidano di far pagare il tiket. |
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prohu Amministratore

Registrato: 27/03/06 21:35 Messaggi: 1201 Residenza: Roma-Fonni
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Inviato: Lun Ott 23, 2006 8:59 pm Oggetto: L’UNIONE SARDA 23.10.2006 |
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L’UNIONE SARDA 23.10.2006
FONNI. LA MINORANZA ACCUSA LA GIUNTA DI INGANNARE LA POPOLAZIONE SUL PASSAGGIO DI GESTIONE
Arriva Abbanoa, bagarre in Consiglio
La seduta del Consiglio comunale di Fonni convocata per discutere gli equilibri di bilancio, è sfociata in un duro scontro su Abbanoa. Tutto è nato da un passo della relazione allegata alla delibera: «Fino alla data di effettivo trasferimento degli impianti ad Abbanoa il Comune gestisce ancora il servizio idrico e, a copertura delle spese di gestione, è trasferita al Comune una quota della tariffa in base alla fatturazione dei consumi da parte del gestore unico». Ma allora Fonni è dentro o no Abbanoa? La minoranza punta il dito sulla giunta guidata dal sindaco Tonino Coinu: «Dal primo gennaio 2007 la nostra acqua verrà gestita direttamente da Abbanoa con un aggravio notevole dei costi per i cittadini e un probabile peggioramento del servizio», si legge in un documento dell'opposizione che sembra riprendere le ragioni del movimento contro il gestore unico partito dopo l'arrivo delle prime bollette a Orgosolo, Oliena e in alcuni paesi della Baronia. «Dopo aver detto bugie in campagna elettorale aggiunge il gruppo guidato da Michele Mulas che già pochi mesi fa aveva sollevato il problema da candidato a sindaco il primo cittadino e parte della maggioranza continuano ad affermare che il Comune di Fonni non fa parte dell'ente: mandano il vicesindaco alle manifestazioni contro, ma il sindaco va alle assemblee di Abbanoa. Contemporaneamente predispongono gli atti per il passaggio dell'acquedotto e leggono i contatori per conto del gestore unico. La minoranza conclude il documento conscia di aver sollevato il problema in tempi non sospetti per informare i cittadini e senza accusare alcuno, invita la popolazione alla mobilitazione, assieme alle altre comunità toccate da questa decisione. Assicuriamo il massimo impegno per intraprendere ogni iniziativa utile al riconoscimento dei diritti e delle specificità dei territori interni costretti a cedere le risorse idriche senza nessun ritorno economico in termini di servizi e tutele». La maggioranza per voce del vicesindaco Stefano Busia ribadisce: «Con gli equilibri di bilancio abbiamo assolto degli adempimenti di legge, ma Fonni non fa parte di Abbanoa, non esiste nessun atto del Consiglio che decreta la cessione delle reti idriche. Stiamo portando avanti la protesta diretta a modificare la legge regionale che, recependo quella nazionale, impedisce ai Comuni la gestione diretta dell'acqua in economia, imponendo un ambito e una tariffa unica. Noi vogliamo far pesare le peculiarità di Fonni», ribadisce Busia: «Puntiamo ad ottenere l'indennità di bacino dovutaci per la presenza delle tante sorgenti, contrastando la tariffa unica calcolata sul parametro fisso di un nucleo familiare di 5 persone e non sull'effettivo numero dei componenti. Sono tutte imposizioni inique alle quali ci stiamo opponendo e alle quali non cederemo». Salvatora Mulas _________________
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prohu Amministratore

Registrato: 27/03/06 21:35 Messaggi: 1201 Residenza: Roma-Fonni
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Inviato: Mer Ott 25, 2006 11:03 am Oggetto: LA NUOVA SARDEGNA 25-10-06 |
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Fonni, scontro sul futuro dell’acqua
di Giovanni Melis
Il passaggio ad Abbanoa preoccupa anche Desulo e Aritzo
FONNI. L’arrivo della nuova società di gestione Abbanoa ha creato non pochi problemi nei centri della Barbagia Mandrolisai ove si fanno sempre più forti i venti di protesta contro la nuova super società che deve gestire la risorsa idrica in tutta l’isola. Le maggiori polemiche si registrano nei centri dell’alto Gennargentu, in quanto ricchi di sorgenti e quindi produttori d’acqua. Il problema è legato al costo della tariffa per il consumo domestico in via di lievitazione rispetto al passato.
A Fonni la questione è stata portata in consiglio comunale. L’opposizione è andata subito all’attacco, accusando la maggioranza di gestire la questione con poca chiarezza. Oggetto del contendere sarebbe il trasferimento della gestione degli impianti comunali ad Abbanoa. «Dal primo gennaio 2007 - scrive l’opposizione - la nostra acqua verrà gestita direttamente da Abbanoa con un aggravio notevole dei costi per i cittadini e un probabile peggioramento del servizio. Dopo aver detto cose non veritiere in campagna elettorale, il primo cittadino e parte della maggioranza continuano ad affermare che il Comune di Fonni non fa parte dell’ente e inviano il vicesindaco alle manifestazioni contrarie al passaggio verso il nuovo ente idrico. Ma nel frattempo il sindaco va alle assemblee di Abbanoa. Contemporaneamente predispongono gli atti per il passaggio dell’acquedotto e leggono i contatori per conto del gestore unico».
La maggioranza dal canto suo smentisce ogni tipo di deliberazione a favore di Abbanoa, della quale non condivide diversi aspetti politici e gestionali, sopratutto riguardo alle tariffe. La materia sarà oggetto di discussione nei prossimi giorni sempre nei banchi consiliari. Ma nel frattempo, l’opposizione guidata dall’ex sindaco Michele Mulas ha intenzione di organizzare incontri con la popolazione per sensibilizzare i cittadini al problema.
Proteste anche a Desulo ove il sindaco Peppino Zanda sta valutando la situazione. L’acquedotto locale viene gestito dall’Esaf e i disservizi non mancano mai. Anche il sindaco di Aritzo Paolo Fontana ha dichiarato «che non saranno tollerate eventuali condizioni penalizzanti nei confronti della popolazione aritzese sia in fatto di servizi che di tariffe. Auspichiamo in un dialogo costruttivo con l’ente ma sopratutto che vengano ascoltate le istanze dei paesi produttori d’acqua». _________________
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MaTTrAcCa Super Onnessu


Registrato: 22/04/06 19:24 Messaggi: 111
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Inviato: Mer Ott 25, 2006 7:30 pm Oggetto: |
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Abbanoa: sindaci contro Ambito Unico in Sardegna
Gli amministratori locali di venti comuni che fino ad ora hanno gestito direttamente il servizio idrico integrato sono stati ricevuti dalla commissione consiliare Lavori Pubblici presieduta da Giuseppe Pirisi (DS). La delegazione era composta dai rappresentanti dei comuni di Fluminimaggiore, Serramanna, Florinas, Guspini, Fonni, Scano Montiferro, Seui, Santulussurgiu, Domusnovas, Paulilatino, Erula, Martis, Siligo, Padria, Olzai, Ulassai, Teulada, Sedini e Illorai.
CAGLIARI - Il comitato ha illustrato all’organismo consiliare la difficilissima situazione, a rischio ordine pubblico, dei paesi che fino ad ora hanno gestito direttamente la risorsa acqua. L’aumento delle bollette dell’acqua rischia, infatti, di mettere in ginocchio interi territori. Da parte di tutti è emerso un giudizio negativo sulla Legge 29 del 1997 che ha istituito in Sardegna l’ambito unico e che deve essere modificata. “E’ una legge sbagliata – ha detto Angelo Deidda, sindaco di Domusnovas – perché disciplina la risorsa acqua in termini rigidi. Ma non tutti i comuni sono uguali. Per noi l’acqua rappresenta un patrimonio inestimabile ed è fonte di economia . L’Abbanoa non può decidere tutto in materia di sorgenti e tariffe senza darci neanche la possibilità di intervenire”. Il sindaco di Domusnovas ha chiesto alla Commissione di tener conto che esistono in Sardegna dei comuni poveri per cui l’acqua rappresenta una fonte economica importante. Il primo cittadino è stato anche molto critico nei confronti dell’istituzione di un solo gestore. Angelo Deidda ha sottolineato la grave situazione che si sta creando nei comuni sardi, una situazione da “allarme rosso”. Le popolazioni sono esasperate – ha detto – la vicenda della gestione dell’acqua sta diventando una barzelletta e noi non siamo disposti a pagare tariffe più alte che poi servono a pagare stipendi agli amministratori dei nuovi enti.”
E proprio sulle tariffe che si dovranno pagare le lamentele sono state generalizzate. “La legge 29 – ha detto il sindaco di Santulussurgiu – prevede tariffe uguali a soggetti in condizioni diverse”. Ha rincarato la dose il sindaco di Seui: “Dovete lasciarci almeno l’acqua e l’aria, anche perché non abbiamo altro e rischiamo sempre di più la desertificazione dei nostri territori”. La legge 29 deve essere modificata anche per il vicepresidente della comunità montana di Montiferro. L’amministratore ha illustrato alla commissione quanto costerà in più al cittadino la gestione Abbanoa. “Attualmente – ha detto – nel comune di Montiferro un cittadino consuma mediamente 350 metri cubi d’acqua ogni anno pagando circa 92 euro. Con la gestione Abbanoa pagherà in più 269 euro ogni dodici mesi. Non possiamo accettarre degli aumenti così consistenti”. Dello stesso parere anche il vicesindaco di Fonni che ha chiesto per il suo comune l’indennità di bacino, una tariffazione a persona e non a utenza e che sia rivista la quota acqua che verrà assegnata alle aziende agroalimentari. Proteste arrivano anche da Fluminimaggiore, dove il comune non ha ancora approvato la delibera per il passaggio ad Abbanoa, perché la popolazione è decisamente contraria. La gente, infatti, non accetta il gestore unico e le nuove tariffe. “Come comune abbiamo deciso – ha detto un esponente della giunta comunale – di aderire all’iniziativa dei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti che hanno chiesto di presentare un emendamento alla Finanziaria per fare in modo che la gestione dell’acqua rimanga in capo alle amministrazioni locali più piccole che così proseguiranno a gestire direttamente la risorsa”.
La difficile situazione di malessere che si sta creando in molti comuni della Sardegna è stata sottolineata anche dal Sindaco di Guspini che ha auspicato un maggior dialogo con le Istituzioni e ha invitato la Regione a riflettere per non creare situazioni di difficoltà sociale. “La situazione rischia di diventare insostenibile – ha detto il primo cittadino – a Guspini, un bar che attualmente paga 1200 euro di acqua, nel 2006 ne spenderà 2700; il caseificio che ora spende 8.000 euro con le nuove tariffe sarà costretto a versarne 32.000. In questa materia – ha proseguito – non si possono fare “operazioni carroarmato” è necessario dare risposte tenendo conto delle caratteristiche territoriali e tenendo presente che molti comuni stanno portando in dote un grande patrimonio tecnologico costruito a proprie spese e con i sacrifici delle popolazioni”. La necessità di modificare la Legge n. 29 è sentita anche a Serramanna il cui primo cittadino ha detto che la legge non rispetta il principio di uguaglianza e che, pertanto, deve essere monitorata e rivista. Il presidente della commissione Giuseppe Pirisi dopo aver ascoltato tutti gli interventi ha affermato che la commissione è consapevole che l’acqua è un bene primario e costituzionalmente garantito ma che è necessario muoversi all’interno della normativa esistente. Il presidente ha assicurato che i problemi emersi durante l’audizione di stamattina saranno portati all’attenzione dell’assessore ai lavori pubblici e del presidente dell’Autorità d’ambito che saranno sentiti, nei prossimi giorni, dall’organismo consiliare. “Daremo voce alla vostra voce – ha detto il presidente Pirisi – illustreremo il vostro punto di vista e le difficoltà che state incontrando”. Il presidente della Quarta commissione ha concluso sostenendo che dal punto di vista economico non sarebbe opportuno creare più ambiti (come richiesto da più sindaci) per evitare la spendita di ingenti risorse
ByeZ _________________ ::..Non odiare mai chi hai amato, perchè sarà un odio pieno d'amore.::: |
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prohu Amministratore

Registrato: 27/03/06 21:35 Messaggi: 1201 Residenza: Roma-Fonni
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Inviato: Ven Nov 10, 2006 9:57 am Oggetto: UNIONE SARDA 10-11-06 |
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Fonni. Nessun incendio, vincono i pastori
L'estate scorsa 200 uomini hanno vigilato a turno sulle campagne del paese
Barracelli e cacciatori festeggiano la sconfitta dei piromani
Dalla lotta contro gli abigeatari alla campagna antincendio. Un impegno sfociato a Fonni in un piccolo ma significativo record da assegnare alla compagnia barracellare e i tanti volontari che per tutta l'estate hanno vigilato sui boschi e le aziende agricole del paese. Campagna chiusa con la tradizionale festa, un grande pranzo occasione per tirare le somme dell'attività. E rifare la storia di un sodalizio, nato per combattere i furti di bestiame e maturato a tal punto da trasformare i pastori in militanti della Protezione civile. AntiabigeatoUna storia iniziata nel 1979, quando nacque la società di mutuo soccorso, costituita da volontari, soprattutto allevatori che decisero di unire le forze per combattere proprio la piaga dell'abigeato. «L'anno peggiore ? racconta il barracello Salvatore Falconi - è stato il 1977: il commissario di polizia di allora dichiarò che c'erano stati nel solo territorio di Fonni ben 300 furti di bestiame, praticamente quasi uno al giorno». La funzione del mutuo soccorso consisteva soprattutto nel garantire un congruo risarcimento agli allevatori che avevano visto il loro bestiame razziato da ladri. «La Compagnia fu costituita nel 1981 ? dice Daniele Mattu, 65 anni, capitano dei barracelli per ben tre mandati ? e da allora, oltre a vigilare sul bestiame, svolge una importante funzione di sorveglianza del territorio e di prevenzione degli incendi». Una forza più di prevenzione che di repressione, quindi, anche se il pronto intervento sulle fiamme è indispensabile e i volontari godono della qualifica di agenti di pubblica sicurezza rilasciata dal prefetto. Appello alle donneGli associati sono un centinaio, tutti allevatori tra i 20 e gli 80 anni. Un esercito di ranger rigorosamente al maschile. E se si aprissero le adesioni anche alle donne? ««E perché no ? dice Mattu ? non lo escludiamo, anzi rivolgiamo un invito alle fonnesi di buona volontà che vogliono dare il loro contributo». Per tutta l'estate gli instancabili guardiani del territorio, suddivisi in squadre, si alternano in turni prestabiliti (dalle 8 del mattino alle due di notte) con tre automezzi e una piccola autobotte. «Naturalmente ? continua Daniele Mattu ? non siamo soli, ma operiamo in stretta collaborazione con il gruppo di volontari dei cacciatori che sono una settantina e gli operai del cantiere forestale del Monte Novu». Insomma c'è un grande lavoro di squadra facilitato dalla presenza di due vedette che dalle cime più alte del Bruncu Spina e della Madonna del Monte abbracciano con il loro vigile sguardo tutto il territorio e con i walkie-talkie, in caso di incendio, allertano le ronde. Piromani sconfitti«Quest'anno la campagna di prevenzione antincendio nel nostro territorio è stata positiva infatti non abbiamo effettuato nessun intervento». Insomma sembrano lontani i tempi in cui le campagne di Fonni erano messe a ferro e a fuoco. «In passato gli incendi ? afferma Battista Cicalò - erano più frequenti nel mese di settembre quando gli allevatori praticavano la tecnica del "taglia e brucia", convinti che da quella pratica potesse derivare miglioramenti dei pascoli. Ora questo per fortuna sta scomparendo. La compagnia barracellare ? continua Cicalò ? è motivo di orgoglio per il paese, è l'esempio concreto che al di là del radicato individualismo si può realizzare un patto di solidarietà che vede unite le forze per il raggiungimento di interessi comuni». «Guai se dovesse scomparire», fa eco un gruppo di anziani. Nella memoria di tutti, giovani e vecchi, il rogo più terrificante fu quello scoppiato nel 1994 a Montenovu. «È conosciuto come l'incendio del demanio (su ou de su demaniu) ? dice Giovanni Zanda - bruciò per quattro giorni distruggendo quattromila ettari di vegetazione». Salvatora Mulas _________________
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puppuai Mega Onnessu


Registrato: 08/04/06 12:40 Messaggi: 320
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Inviato: Dom Nov 12, 2006 9:51 am Oggetto: articolo |
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| c'è un bell'articolo sull'unione di ieri riguardante abbanoa, puoi inserirlo? |
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prohu Amministratore

Registrato: 27/03/06 21:35 Messaggi: 1201 Residenza: Roma-Fonni
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Inviato: Dom Nov 12, 2006 8:32 pm Oggetto: L’UNIONE SARDASabato 11 novembre 2006 |
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FONNI. LA DIGA SUL GOVOSSAI LASCIA A SECCO IL FIUME DI BAD’ORGIANU CHE IRRIGA I CAMPI
PAGA L’ACQUA PER ABBEVERARE LE PECORE
ABBANOA PRETENDE DA UN PASTORE SETTECENTO EURO ARRETATRATI
A valle del lago l’ente regionale si fa pagare l’acqua non trattata. Sigilli al rubinetto: per due giorni le pecore sono rimaste senza bere
Settecento euro per abbeverare il gregge. Succede a Fonni l’incredibile storia di un anziano allevatore, che nella sua lunga vita ha dovuto sopportare tanti sacrifici e inghiottire tanti bocconi amari a causa di un settore in crisi perenne: il latte sottopagato, il prezzo dei mangimi alle stelle. Mai si sarebbe aspettato di essere costretto a pagare a peso d’oro l’acqua non potabile bevuta dalle pecore. L’allevatore possiede un appezzamento di terra a “Badorgianu”, località dell’agro fonnese sito a ridosso della diga del Govossai. Un terreno ereditato, che prima della costruzione della diga era irrigato dalle acque di un fiume che lo attraversava e dove si abbeverava il bestiame del padre e del nonno. Quando fu costruita la diga del Govossai l’acqua di quel fiumiciattolo fu prosciugata dallo sbarramento. Da qui sorse il problema di procurare le risorse idriche necessarie per il bestiame, soprattutto nei mesi estivi, perché proprio in quel periodo l’allevatore e la sua famiglia rientrano a Fonni, dopo aver trascorso i mesi invernali nelle miti pianure del Campidano. Problema risolto grazie alla concessione della società ex-Govossai che predispose, a suo tempo, un rubinetto a cui venne collegato "un vecchio contattore – sostiene l’interessato - già usato con dei consumi registrati", grazie al quale l’allevatore poté utilizzare gratuitamente tutta l’acqua necessaria per il bestiame. Nei mesi invernali quella saracinesca veniva sigillata dai fontanieri del Govossai per poi, dietro richiesta dell’allevatore, essere riaperta dal giugno al settembre di ogni anno. L’amara sorpresa, questa estate. La società Govossai è stata assorbita dall’unico gestore regionale per le risorse idriche Abbanoa, è a questa che occorre fare richiesta per poter avere l’acqua. Per cui l’anziano si reca a Nuoro e non crede alle sue orecchie quando si sente dire che dalla lettura del contattore posto nel suo fondo risultano consumi di acqua per 700 euro, che devono essere pagati, e che solo dopo il fontaniere avrà l’incarico di aprire la saracinesca. A causa delle pratiche burocratiche il gregge è rimasto senza acqua per ben due giorni. Come se non bastasse tutto questo per continuare ad usufruire del servizio ogni quattro mesi dovrà versare ben 150 euro. Tanto costa il canone fisso di Abbanoa.
Salvatora Mulas _________________
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boboriscina Onnessu Moderatore


Registrato: 04/05/06 12:46 Messaggi: 4145 Residenza: ..sul cuccuzzolo..della montagna..
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Inviato: Lun Nov 13, 2006 1:25 pm Oggetto: |
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 _________________ Mothà e hane.....pilu e hane !!!
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prohu Amministratore

Registrato: 27/03/06 21:35 Messaggi: 1201 Residenza: Roma-Fonni
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Inviato: Mer Nov 15, 2006 10:06 am Oggetto: UNIONE SARDA 15-11-06 |
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Fonni in trincea contro Abbanoa
Amministratori comunali e cittadini decisi a opporsi al passaggio degli impianti al nuovo ente unico
Il Consiglio: «Pronti a mobilitare la popolazione»
Dal nostro inviato Marilena Orunesu Fonni«Sono un fonnese ferito. Dal 4 aprile del 1948 ho partecipato alla ricerca delle fonti di Monte Spada. Si lavorava a mano, col piccone. E ora ci vogliono togliere l'acqua». Giovanni Zanda, 78 anni portati con grande lucidità, fa un balzo nel passato per dare vigore alla voglia di protesta di oggi. Qui, nel paese che rifornisce d'acqua più di mezza Sardegna, la contestazione è sentimento condiviso da cittadini e amministratori. Tutti contro il nuovo corso di gestione delle risorse idriche che implica il passaggio di reti e impianti ad Abbonoa e l'imposizione di tariffe uguali a quelle che si sborseranno a Cagliari o altrove dove arriverà l'acqua di questi monti. ProtestaFonni è pronto alla mobilitazione, a rinverdire la verve battagliera esibita negli anni passati per fermare il parco nazionale del Gennargentu. Imposizione l'una, imposizione l'altra. Non a caso in un'aula consiliare allargata al corridoio del municipio per fare posto al pubblico delle grandi occasioni la parola super gettonata lunedì sera evoca la battaglia. Lotta ? ripetono le voci che si alternano al microfono ? da fare nel nome della solidarietà e della legalità. E sgranando motivazioni incontestabili. Fonni ? premette il sindaco Tonino Coinu ? è paese virtuoso: il consumo pro capite è di 50 metri cubi d'acqua, il Comune gestisce in proprio reti e bollette, senza perdite e sprechi, con un'autonomia di nove mesi l'anno. Situazione privilegiata da un lato, dall'altro molto rischiosa soprattutto ora che si avvicina il primo gennaio 2007 quando Abbanoa spazzerà via il sistema attuale. Il dibattitoFonni è tra i pochi ad avere detto no all'ingresso ad Abbanoa. E a sentire i consiglieri di centrosinistra, che stanno in maggioranza, e i colleghi del centrodestra l'assemblea non adotterà mai la delibera necessaria per l'adesione al nuovo ente unico. In quel caso si aprirebbe la strada all'arrivo del commissario ad acta che a partire dal primo gennaio potrà fare quello che il Consiglio è deciso a evitare. Evento con cui fare già i conti. A quel punto scatterà la mobilitazione del paese con gli amministratori in prima fila. Nell'aula consiliare maggioranza e opposizione sostengono la stessa linea di resistenza, ma parlando lingue diverse, seconda una rigida contrapposizione che fa rinviare il voto su un documento unitario da spedire all'Autorità d'ambito. La gestione dell'acqua e degli impianti è questione che qui porta alle stelle anche la tensione politica. Alla vigilia del Consiglio un volantino diffuso dall'opposizione guidata da Michele Mulas bacchetta duramente la giunta, accusata di non avere coinvolto i cittadini. Le richiesteIn aula il sindaco e il capogruppo di maggioranza Gianfranco Mureddu tentano la mediazione con un documento che mette per iscritto rivendicazioni condivise. Ovvero: «riconoscimento di idoneo indennizzo per la presenza nel territorio comunale dell'invaso del Govossai e per compensare gli squilibri idrici, geologici e ambientali; riconoscimento annuale fisso di appositi indennizzi e contribuzioni per la gestione di tutte le problematiche che la neve porta sia nel centro abitato che nel territorio comunale; riequilibrio tariffario per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani; maggiore rappresentatività al comune di Fonni negli organismi istituzionali e gestionali o riconoscimento di agevolazioni tariffarie; riconoscimento della gestione attuale per la sperimentazione di tipologie tariffarie più eque; individuazione del Comune come soggetto su cui investire con nuovi progetti per fini turistici anche mediante il recupero o la creazione di nuove fontane». Un lungo dibattito e gli appelli ripetuti dei cittadini a mettere in piedi un fronte unico non bastano. Servirà un'altra seduta del Consiglio, domani sera, per riunire i due schieramenti, decisi a difendere la risorsa più preziosa del paese che arriva dalle sue montagne. _________________
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Nugoresu Fonnese


Registrato: 25/05/06 19:49 Messaggi: 36 Residenza: Nùgoro
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Inviato: Lun Nov 20, 2006 10:16 am Oggetto: |
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Salve a tutti, ho letto con attenzione le notizie relative alla gestione delle risorse idriche da parte della Società Abbanoa.. è una vergogna.... sopratutto per quanto riguarda il caso del pastore che si è visto recapitare una bolletta dell'acqua "consumata" per l'abbeveraggio del bestiame sul SUO TERRENO un tempo bagnato dal ruscello in seguito prosciugato per la presenza dello sbarramento..... gli hanno messo un rubinetto con un contatore?!?!?!?!??? E' ASSURDO!!!! se si continua di questo passo un domani l'ATO che farà? ha intenzione di mettere al collo di ogni capo di bestiame un contatore che segna quanta acqua si beve per poi consegnare la bolletta al proprietario?????? Ritengo giusto che i comuni che ricadono in territori ricchi di sorgenti d'acqua potabile siano liberi di gestirsi la risorsa di almeno una fonte di approvvigionamento che soddisfi le esigenze del proprio comune anche avendo una sola fonte e non facendo pagare all'utenza la stessa quota che paga il cittadino per es. di cagliari che tra l'altro, mediamente ha un consumo almeno tre volte superiore rispetto agli utenti di altri comuni (e non parlo solo di utenza domestica). In pratica tutti gli utenti dei comuni produttori di acqua devono pagare anche la quota per quelli a forte presenza turistica senza avere un minimo ritorno economico? e allora dove stà l'uguaglianza???
L'acqua è un bene primario per tutti e non deve essere una merce di scambio per accrescere la richezza di S.P.A. che possono fare il bello e il cattivo tempo a seconda della "secchezza" delle loro tasche!!!!!!! Si sa benissimo che la nostra Regione matrigna ha sempre pensato ad investire e far sviluppare quelle parti della Sardegna dove vi è la maggiore concentrazione abitativa e quindi possibilità di ritorno economico immediato: Cagliari ed interland !!!! e tutto questo, tornando al discorso acqua, dopo che con le sue politiche territoriali, avutesi in passato, a far prosciugare tutte le risorse idriche un tempo presenti anche nel fertilissimo campidano, mi riferisco ai milioni o miliardi di contributi donati ai proprietari terrieri per impiantarci foreste di Eucaliptus (essenza decisa dai super-esperti tecnici regionali) che altro non hanno fatto di succhiarsi le falde acquifere rendendo i numerosissimo pozzi presenti ricchi di acqua salata per infiltrazione sotterranea di acqua marina (sfido qualunque esperto, serio , a dimostrarmi il contrario!!!!) E un domani che succederà???? ci sarà anche una tassa per l'aria che si respira???? A questo punto penso proprio che l'aver costituito un unico ambito territoriale ottimale sia una vera e propria str****ta sarebbe stato meglio far coincidere gli ATO con gli attuali assetti territoriali provinciali o magari per zone idrografiche o bacini imbriferi con la costituzione di consorzi intercomunali a diretta partecipazione cioè con un consiglio di amministrazione costituito dai sindaci dei comuni interessati o da loro rappresentanti..... Il discorso sulla questione dell'acqua è abbastanza vasto e non semplice per cui lancio la palla per un eventuale approfondimento del discorso.
Torramus a su connottu ca sa buzzacca est a bollottu!!!! |
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prohu Amministratore

Registrato: 27/03/06 21:35 Messaggi: 1201 Residenza: Roma-Fonni
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Inviato: Lun Nov 20, 2006 10:42 am Oggetto: LA NUOVA SARDEGNA 20-11-06 |
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Non solo pecore: in Barbagia la ricchezza sono le patate
A Fonni, Gavoi, Orgosolo e Mamoiada si è costituita una cooperativa per favorire produzione e commercializzazione
Ci son voluti secoli, anzi millenni, per sentir dire, ai piedi del Gennargentu, che “non si può vivere solo di pecore”. Soprattutto in questi anni duemila col prezzo del latte (ovino) ai minimi storici, la carne idem, della lana e delle pelli meglio tacere. Perché, come in tutto il mondo, le monocolture rischiano di diventare fatue, anche se si tratta di quella antica della pastorizia che è nel dna di chi è nato e cresciuto tra il Limbara e il Golfo degli Angeli. «Se oggi vogliamo vivere dobbiamo diversificare, integrare, il gregge non basta, né può bastare», dice Peppe Marchi, 45 anni, padre di due figlie, riportando al recinto le sue 160 bianchissime pecore attorno a una decorosa casa colonica. La campagna è verde, a poche centinaia di metri il santuario in granito della Madonna della Itria di Gavoi, sullo sfondo - guardando a est verso l’Ogliastra - la cupola blu di Monte Spada da una parte e Janna ‘e ferru (la porta del ferro) dall’altra, a ovest la giogaia di Pisanu Mele che nasconde alla vista l’acropoli di San Basilio di Ollolai, ancora più avanti le roverelle secolari color ruggine nelle tanche con i muretti a secco di Mamoiada, verso san Cosimo. Un altipiano bellissimo della bellissima Barbagia autunnale con un sole ancora caldo poco prima del tramonto, le rocce coperte di muschio a quota 900 e 1300 metri. Niente sassi né pietre di fuoco ma terra fertile, scorrono piccoli torrenti a un’altitudine ideale anche per “integrare il reddito”. In che modo?
La risposta economica è arrivata dalla patata, quel tubero sudamericano coltivato nel 1500 avanti Cristo dagli Atzechi, dai Maya e dagli Incas, importato in Europa - pare - nel 1531 e in Sardegna ai primi del Settecento da un gruppo di contadini campani. Patata superstar per molti palati e che - prima di finire sulle nostre tavole - viene analizzata in prestigiose università come quelle di Princeton nel New Jersey e di Pisa nel nostro Paese. E in Sardegna non solo si coltivano (poche) patate, non solo ci si pavoneggia per uno dei piatti locali vegetariani decisamente appetitosi, appunto “patata e càule”, patate con cavoli, vanto della gastronomia locale.
Quassù, pianoro di Lìdana a una decina di chilometri da Lodìne, estesi campi d’erba da dove svettano i cardi rinsecchiti amati dagli asinelli, in nome della patata si è riusciti ad abbattere le torri svettanti dei campanilismi più duri a morire come quelli tra Fonni e Gavoi, peraltro simili a quelli di tutti i paesi e di tutte le città sarde, Cagliari e Sassari docent. Campanilismi che fanno anche sorridere. Perché - nel pingpong paesano - se le patate di Gavoi «sono le più grandi che si raccolgono in Sardegna», quelle concorrenti di Fonni sono «le più gustose e saporite del mondo». Finora la querelle aveva evitato incontri ravvicinati. Oggi invece si assiste all’esaltazione collettiva di tutti questi singoli pregi. E la “patata del Gennargentu” senza campanili è corteggiatissima dopo che in questo quadrivio sotto Punta La Marmora si sono organizzati ventun soci pastori, con la proposta estesa anche oltreconfine, ai villaggi fratelli di Orgosolo e Mamoiada. Una cooperativa nata - come si è detto - dalla crisi della pecora non più regina delle campagne ma anche dalla intraprendenza di allevatori moderni, con più di un pizzico di creatività e competenze, con tanta voglia di fare «stando in casa, senza emigrare né in Italia né in Europa».
La scintilla si accende dieci anni fa a Cagliari quasi per caso, con quattro amici barbaricini a cena in un ristorante di Stampace, pieno centro storico nei pressi del porto. Il secondo piatto scelto è un’orata di mare con le patate. Ottime e gustose le orate, del tutto insipide le patate: «Avete ragione - dice il cameriere - cuciniamo le patate che troviamo al mercato, e non tutte sono buone, in Sardegna non se ne producono». Non lo è, ma sembra una provocazione, certamente uno stimolo. E perché non proviamo noi a produrle?, si chiedono i quattro amici nuoresi. «Non è stupido importare anche le patate? I terreni li abbiamo o no, perché lasciarli incolti?».
Sembra la scoperta dell’acqua calda. Qualche riunione, contatti con agronomi privati e tecnici dell’Ersat, un bel po’ di pratiche burocratiche, ed ecco sorgere - novembre del 1996 - la “Cooperativa ortofrutticola Gennargentu”. Primo obiettivo è proprio la produzione di patate di montagna. Quattro i promotori, uno per ciascun paese. È coesione, un fatto sociale importante. Primo presidente è proprio Marchi che con le sue pecore fa il pastore transumante fra Lìdana e le pianure di Ottana e Noragugume. Oggi ha lasciato il posto a Michele Velari, 44 anni, di Fonni, bestiame al pascolo a Pradu Erbas e verso la Nurra di Sassari. Con loro si alleano nella “diversificazione” i Corrias e i Mesina di Orgosolo, i Lutzu e i Mele di Mamoiada. A Gavoi si sono i Cidu e i Cuccui, Paolo Lai e i Sedda. A Fonni Raffaele Falconi e Pietro Serusi. Quest’ultimo ha capito per filo e per segno la lezione della diversificazione ed eccolo integrare anche con un impianto per confetture, impianta un meleto da una parte, un pereto dall’altra e anche una bella coltivazione di fragole di montagna. Idem a Gavoi, Orgosolo e Mamoiada. Il motto «non di sola pecora deve vivere il pastore» si fa strada. La cooperativa va.
Si coltivano - e si vendono - diversi tipi di patate. Si comincia con quelle da seme, cioè certificate (dall’Ente sementi elette). Le tipologie dipendono dal calibro (che sarebbe il diametro) e varia da 28-35 per poi arrivare a 35-45 e infine a 45-55. Il primo anno di produzione si arriva a tremila quintali. «Un quantitativo modesto, ma badiamo molto alla qualità, al gusto», dicono Velari e Marchi. Spiegano: «Nei nostri terreni sono del tutto assenti i concimi chimici, la letamazione avviene solo con sostanze organiche dei nostri allevamenti e delle nostre stalle». Vengono commercializzate in sacchetti da 3 e da 15 chili. I mercati di sbocco sono, per adesso, la grande distribuzione a Nuoro e Sassari. Le qualità prodotte sono di origine francese, le migliori al mondo: il tipo Penelope (pasta giallo-bianca) e la Stempster (soprattutto da seme). E patate sarde? Qui Fonni e Gavoi sono davvero d’accordo: «No, la patata sarda non esiste, sono nate in America latina e oggi le cultivazioni sono tutte francesi, esistono le patate coltivate in Sardegna».
E il reddito? «La coltivazione e la successiva vendita della patata consente una buona integrazione nei nostri bilanci» dice Velari di Fonni. Marchi di Gavoi precisa: «La resa è buona soprattutto se raffrontata all’ estensione del terreno occupato e al periodo delle coltura: si semina a maggio e si raccoglie in ottobre, ciò consente anche un uso più razionale della manodopera».
Manodopera dei Paesi dell’Est. A badare un po’ alle pecore, un po’ alle patate qui a Lìdana c’è una bella coppia di rumeni, marito e moglie, Petru Bres di 43 anni lui e Sofia di 38 lei. Arrivano da Timisoara. «Siamo qui da due anni e siamo rinati, abbiamo una bella casa, uno stipendio garantito, viviamo in mezzo alla natura», dicono. Sofia lavorava in un’azienda tessile. E qui? «Raduno le pecore, bado al campo delle patate, leggo libri e guardo la tv, sto bene».
Gli amministratori sono felici per questa coop multipaesana. «La cooperativa del Gennargentu va nella direzione dello sviluppo economico integrato e sovracomunale», dice il sindaco di Gavoi Salvatore Lai. «Ci si è accorti - aggiunge Lai - che le difficoltà non si superano localmente ma con l’unione delle forze». Tonino Coinu, sindaco di Fonni: «La diversificazione, tanto necessaria nelle attività industriali, si sta imponendo anche in agricoltura, anche nella pastorizia. Molti nostri giovani lo hanno capito e hanno creato aziende moderne, in ogni attività cercano di mettere in campo le competenze giuste». Ancora Lai: «Succederà lo stesso anche nel turismo: tra poco costituiremo un consorzio turistico che coinvolgerà quindici imprenditori e i Comuni di Fonni, Ollolai e Gavoi. È un notevole passo in avanti». Ribatte Coinu: «Fonni e Gavoi sono molti più omogenei di quanto si creda, hanno storia comune dal Giudicato di Arborea in poi. È un bene che oggi le patate uniscano mentre le sciocchezze hanno diviso. Ora si può continuare con le mele, alcune zone sono adattissime a questa coltivazione ugualmente deficitaria in Sardegna». Come se ci fosse stato un passaparola Coinu e Lai dicono: «Le nuove politiche non possono essere paesane ma di territori, speriamo che in questa direzione vadano le sinergie e le potenzialità dei nostri Comuni».
A partire dalla patata. Accidenti allora se aveva ragione quel cameriere cagliaritano che si lamentava (e si può lamentare anche oggi) di non trovare patate prodotte in Sardegna. I numeri e le statistiche gli danno abbondantemente ragione. Basta andare in qualunque supermercato e leggere etichette di patate emiliane, campane o addirittura bavaresi. «La produzione sarda di patate soddisfa appena il 26 per cento del fabbisogno regionale», conferma Gianfranco Porcella, responsabile ortofrutta del gruppo Superemme (36 punti vendita, 1089 dipendenti). E precisa: «Il 74 per cento delle patate da noi vendute nei banconi dei supermercati è acquistato oltretirreno, siamo costretti a importarle anche perché di patate c’è una fortissima richiesta».
Qualcosa sta cambiando. Gianfranco Matta, agronomo dell’Ersat, parla di «tremila ettari utilizzati per la produzione di patate, sia quelle primaticce da seme che le bisestili». Da alcuni anni si stanno organizzando diverse aziende che producono patate, in particolare diversi agricoltori della zona di Valledoria nel Sassarese, altri produttori a Terralba e in una cooperativa di Arborea. Nel Campidano è attiva da alcuni anni la società “Colline quartesi” che commercializza soprattutto nell’hinterland cagliaritano. C’è poi da tener conto delle produzioni locali, di quei pochi fortunati che hanno l’orto di casa. Ma siamo alle briciole, al fai da te. Generalmente la Sardegna non valorizza i terreni, li lascia incolti, oltre il 90 per cento della frutta è importata, va un po’ meglio nelle produzioni orticole che sono in ripresa e in espansione, soprattutto nella zona pianeggiante fra Sestu, Assemini, Decimomannu e San Sperate e in alcune zone della Nurra sassarese. Ma nessuno aveva osato sfidare la montagna. Il buon esempio è arrivato da Fonni, Gavoi, Orgosolo e Mamoiada. Si è iniziato con le patate. Presto si passerà alle mele. Perché «di sola pecora non si può vivere». _________________
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Nugoresu Fonnese


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Inviato: Lun Nov 20, 2006 11:32 am Oggetto: |
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BELLA PESSADA!!!!! |
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